Un condominio a prova di risparmio energetico

CON LA NUOVA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE CAMBIANO MOLTE COSE, SEI SICURO DI CONOSCERLE?

Forse non tutti sanno che…entro il 31 dicembre 2016 bisogna prestare attenzione ad una scadenza molto importante. Infatti entro quella data tutti i condomini con riscaldamento centralizzato dovranno dotarsi di un sistema di contabilizzazione del calore. L’obbligo viene sancito dal Decreto Legge 102/2014 con l’obiettivo di diminuire i consumi energetici per il riscaldamento degli edifici grazie ad una corretta ripartizione delle spese, aumentando allo stesso tempo anche la consapevolezza dei consumatori.

Di fatto la contabilizzazione e termoregolazione del calore consente di gestire il calore in casa propria con una maggiore attenzione all’ambiente, ma anche con un miglior rendimento e con una divisione più corretta delle spese. Con questa nuova gestione ogni abitante pagherà quanto realmente consuma. Facciamo quindi chiarezza evitando inutili e oscuri tecnicismi, andando dritti al cuore della nuova norma e approfondendo le principali linee guida da conoscere.

Tre cose che devi sapere

No alle tabelle millesimali, sì ai contabilizzatori di calore.

Il calcolo delle spese riguardo al riscaldamento condominiale cambia: la suddivisione tra i condomini infatti non avverrà più con le tradizionali tabelle millesimali di proprietà, ma dipenderà dall’effettivo consumo di riscaldamento richiesto. Le singole abitazioni dovranno essere dotate, nella maggior parte dei casi direttamente sui radiatori, di strumenti di lettura chiamati ripartitori, per monitorare il calore emesso.

Come e quando

Partiamo dal COME: gli interventi per la contabilizzazione devono essere approvati durante l’assemblea condominiale dalla maggioranza dei presenti e almeno metà del valore dei millesimi. La spesa ovviamente sarà divisa tra tutti i condomini serviti dall’impianto in base ai millesimi, ma non hai bisogno dell’amministratore per indire l’assemblea! L’assemblea può essere richiesta anche da un solo condomino, quindi anche da te.
Passiamo al QUANDO: gli interventi di adeguamento vanno eseguiti nella stagione estiva quando l’impianto non è attivo e può essere svuotato, ma considerando che il freddo intenso dell’inverno non è ancora arrivato e che i riscaldamenti non sono ancora stati accesi, potrebbe essere l’ideale effettuarlo anche nel mese di ottobre, pensaci.

Quota fissa + quota variabile

Un’altra novità a cui non eravamo abituati e la redistribuzione delle spese: sarà formata infatti da due quote diverse. La quota fissa rappresenta la parte di consumo involontaria che riguarda le perdite di distribuzione dell’impianto e le spese di gestione e manutenzione, ripartite sulla base delle tabelle millesimali. Mentre la quota variabile è la parte di consumo che dipende dal singolo proprietario, da come sceglie di accendere il riscaldamento in casa e da come imposta le valvole termostatiche per raggiungere la temperatura desiderata.

Una corretta diagnosi energetica

La diagnosi energetica del condominio è fondamentale per calcolare la ripartizione della quota fissa attraverso la tabella millesimale. Con un sopralluogo dell’edificio, della centrale termica e degli appartamenti è possibile valutare le prestazioni dei sistemi di generazione, distribuzione ed emissione del calore. Ma cosa stabilisce se una diagnosi è fatta correttamente? Dovrebbe includere l’analisi di possibili interventi di efficientamento energetico dell’impianto e del fabbricato con una analisi economica dei possibili tempi di ritorno degli investimenti.

I vantaggi della riqualificazione

I cambiamenti sono faticosi e dispendiosi, ma in questo caso i vantaggi della contabilizzazione del calore sono molteplici. L’impianto centralizzato è più sicuro dell’autonomo, la manutenzione di una sola caldaia è meno costosa e la sicurezza è affidata ad un unico responsabile. Si può accendere il riscaldamento in qualsiasi orario e senza limitazioni e il consumo energetico è minore negli impianti centralizzati. Inoltre il condominio riqualificato energeticamente assume un valore maggiore e, in caso di vendita dell’appartamento, il proprietario può rivendere l’immobile ad una cifra maggiore.

Attenzione alle sanzioni!

La legge purtroppo parla chiaro: nel caso in cui i condomini non provvedano ad installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali, possono incorrere in sanzioni che vanno da 500 a 2500 euro per ogni abitante. Anche nel caso in cui un condomino, provvisto di termoregolazione e contabilizzazione, non ripartisca le spese seguendo la normativa tecnica UNI 10200:2015, la sanzione si aggira tra i 500 e i 2500 euro. Quindi fate attenzione a non sottovalutare questa nuova disposizione normativa entro i termini di legge!

“Non è la specie più forte a sopravvivere, e
nemmeno quella più intelligente, ma la specie
che risponde meglio al cambiamento.”

Charles Darwin

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