Biomasse queste sconosciute

PRO & CONTRO DEL PELLET: UN VIAGGIO ATTRAVERSO LE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE

Se l’inverno appena passato vi ha creato qualche problema di riscaldamento

e per la prossima stagione state pensando ad una soluzione diversa o semplicemente volete puntare su un impianto che rispetti maggiormente l’ambiente abbattendo anche i costi, le biomasse solide sono senza dubbio un’ottima alternativa!

Purtroppo però questo termine crea ancora qualche confusione: cosa sono esattamente le biomasse, come funzionano e qual è la fonte energetica alternativa migliore per riscaldare la vostra abitazione? In questo articolo abbiamo cercato di chiarire le cose, ma partiamo con ordine.

Iniziamo con una definizione per spiegare una volta per tutte cosa sono le biomasse: “La parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendete sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, compresa la pesca e l’acquacultura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde urbano nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.

Se anche queste informazioni non vi dicono molto, una prima suddivisione dei generatori di calore a biomassa può essere realizzata considerando la tipologia di combustibile utilizzato:

Legna a pezzi o brichette

Le essenze tipiche sono faggio, quercia, pioppo o conifere con almeno un anno di stagionatura all’aria, preferibilmente sotto una tettoia, in modo da garantire un contenuto di umidità inferiore al 25-30%. Le caldaie tipicamente utilizzate in questi casi sono gassificatori del legno o caldaie a fiamma inversa, in cui la fiamma si sviluppa in modo da non investire direttamente il combustibile, garantendo combustioni più efficaci e durature.

Cippato

Questo combustibile deriva dalla sminuzzatura del legno proveniente da scarti di lavorazione, potature e manutenzione dei boschi con dimensioni e contenuti di umidità variabili. L’economicità del tipo di impianti utilizzati lo rende particolarmente ideale per il riscaldamento di edifici di dimensioni medio-grandi come alberghi, scuole, ospedali, condomini e centri commerciali.

Pellet

È la forma di biomassa più famosa e diffusa di tutte è composta essenzialmente da cilindretti con dimensioni che variano tra i 6 e i 6.5 mm di legno essiccato e pressato. Il pellet ha letteralmente invaso il mercato del termo arredo negli ultimi anni, ma se i vantaggi sono ben noti, non tutti ne conoscono gli svantaggi. Ecco quindi una piccola lista dei pro e dei contro di questa fonte energetica alternativa.

PRO

  • È considerata una risorsa rinnovabile a patto che venga impiegata ad un ritmo non superiore alla sua capacità di rinnovamento biologico
  • Il pellet è più facilmente stoccabile e grazie alle sue dimensioni occupa molto meno spazio per esempio rispetto alla legna
  • Non provoca un aumento di CO2 nell’atmosfera in quanto la quantità emessa durante la combustione è pari a quella assorbita durante la fase di crescita attraverso la fotosintesi
  • È esente da zolfo, di conseguenza non provoca la formazione di ossidi di zolfo nella combustione, principali responsabili delle piogge acide.
  • È un valido sostituto di combustibili fossili come il metano e il gasolio con un costo inferiore.

 

CONTRO

  • Presenza di particolato fine (polvere) all’interno dei fumi di combustione che rende l’aria più asciutta e quindi un ambiente meno salutare.
  • Il funzionamento della stufa dipende dall’energia elettrica, quindi in caso di eventuali black-out il focolare non si spegne automaticamente (come avviene con i generatori tradizionali)
  • La qualità del combustibile deve essere eccellente,deve essere esente da collanti chimici o formaldeide e deve essere presente un’etichetta che indichi valori bassi di cloro e zolfo presenti.
  • Se la funzione autopulente non è inclusa, bisogna rimuovere la cenere almeno ogni due o tre giorni con un apposito aspiratore progettato per la cenere particolarmente fine

 

PER SCEGLIERE QUINDI UN PELLET DI QUALITA’ BISOGNA PRESTARE ATTENZIONE A QUATTRO CARATTERISTICHE:

 

  • Dimensione: deve avere una dimensione uniforme sia di diametro sia di lunghezza, che ne influenza sia la capacità di immagazzinamento sia di carico.
  • Aspetto superficiale: deve essere lucido e compatto non devono essere presenti crepe e non deve essere presente troppa polvere all’interno dei sacchi in cui viene confezionato.
  • Qualità: deve essere certificata attraverso opportuna etichettatura.
  • Modalità di conservazione: deve essere conservato in luoghi asciutti.

” Conoscere il tuo pianeta è un passo verso il proteggerlo”

Jacques-Yves Cousteau

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