Come viene montato il climatizzatore senza unità esterna: guida pratica
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Indice
- Cos’è e come funziona un climatizzatore senza unità esterna
- Cosa ti serve prima di iniziare: strumenti e valutazioni preliminari
- Il foro nella parete: diametro, numero e inclinazione corretta
- La procedura di installazione passo passo
- Fai da te o installazione professionale? Un confronto onesto
- Installazione in condominio e centri storici: cosa devi sapere
- Soluzioni Desivero per il climatizzatore senza unità esterna
- Domande frequenti
Capire come viene montato un climatizzatore senza unità esterna è importante per evitare errori che possono compromettere comfort, silenziosità ed efficienza dell’impianto.
Molti problemi dipendono da dettagli spesso sottovalutati, come la posizione scelta per il climatizzatore, la corretta inclinazione del foro oppure lo scarico della condensa.
Una valutazione attenta prima di iniziare permette di ridurre imprevisti, interventi correttivi e problemi difficili da gestire una volta completata l’installazione.
Cos’è e come funziona un climatizzatore senza unità esterna
Questo tipo di climatizzatore integra tutti i componenti principali in una sola unità installata all’interno dell’abitazione.
A differenza dei climatizzatori split tradizionali, non richiede un motore esterno visibile e utilizza uno o due fori nella parete per lo scambio dell’aria.
Questa soluzione è particolarmente apprezzata in condominio, nei centri storici e negli edifici soggetti a vincoli estetici.
Capire il funzionamento del climatizzatore senza unità esterna aiuta anche a comprendere perché questi sistemi siano particolarmente adatti in condominio, nei centri storici e negli edifici soggetti a vincoli estetici.
Come scarica la condensa un climatizzatore senza unità esterna?
A seconda del modello, lo scarico può avvenire tramite un tubo collegato verso l’esterno, attraverso sistemi di evaporazione automatica oppure con una vaschetta interna da svuotare periodicamente.
Per evitare gocciolamenti e ristagni, è importante che foro e scarico siano installati con la giusta inclinazione.
Cosa ti serve prima di iniziare: strumenti e valutazioni preliminari
Prima di iniziare il montaggio è importante capire se la parete scelta è davvero adatta. Il climatizzatore senza unità esterna deve essere installato su una parete perimetrale, perché i fori devono mettere in comunicazione l’apparecchio con l’esterno.
La difficoltà del lavoro cambia molto in base al materiale della parete.
Nei muri in mattoni forati il foro è generalmente più semplice da eseguire, ma serve attenzione per evitare rotture o sbriciolamenti. Nei mattoni pieni il fissaggio è più stabile, ma la foratura richiede più forza e utensili adeguati.
Il cartongesso richiede una verifica ancora più attenta, perché non sempre è in grado di sostenere il peso dell’unità senza rinforzi.
Il cemento armato, invece, è il caso più delicato, perché la carotatura può incontrare ferri strutturali e richiedere attrezzature professionali.
Gli strumenti più utilizzati per l’installazione sono:
- Trapano o carotatrice
- Livella
- Cacciavite
- Tasselli adatti al tipo di muro
- Silicone sigillante
- Nastro isolante
- Metro e matita per segnare la dima
Prima di procedere è sempre necessario leggere il manuale del modello acquistato. Ogni produttore indica dimensioni dei fori, distanze minime dalla parete, altezza consigliata e modalità di scarico della condensa.
Il foro nella parete: diametro, numero e inclinazione corretta
Il foro nella parete è il punto più delicato del montaggio di un climatizzatore senza unità esterna.
In molti modelli il diametro del foro è indicativamente di 20 cm. Questo valore, però, non deve essere considerato universale, perché ogni apparecchio può richiedere misure diverse.
Per questo motivo il riferimento corretto resta sempre il manuale tecnico del climatizzatore.
Alcuni modelli richiedono un solo foro passante, altri prevedono due fori separati. La configurazione a doppio foro è frequente nei climatizzatori monoblocco che separano aspirazione ed espulsione dell’aria, mentre alcuni sistemi più compatti adottano soluzioni integrate.
Oltre al diametro, conta moltissimo l’inclinazione. Il foro deve avere una leggera pendenza verso l’esterno, così da favorire il deflusso naturale della condensa e ridurre il rischio di rientro dell’acqua.
Un foro perfettamente orizzontale può sembrare corretto a occhio, ma in realtà può diventare un problema durante l’utilizzo estivo. Un foro in contropendenza è ancora più rischioso, perché spinge l’acqua verso l’interno dell’abitazione.
Gli errori più comuni sono:
- Il foro troppo stretto
- La mancata verifica della pendenza
- L’assenza di sigillatura finale
- L’utilizzo di griglie non compatibili con il modello installato
La procedura di installazione passo passo
Una volta scelta la parete e verificato il manuale del prodotto, si può passare alla procedura di installazione.
Passaggio 1: Posizionamento della dima a parete
La dima serve a segnare con precisione i punti di fissaggio, l’area del foro e l’ingombro dell’unità.
In questa fase la livella è indispensabile, perché un supporto non allineato può creare problemi allo scarico condensa.
Passaggio 2: Esecuzione del foro
Il foro va realizzato con trapano o carotatrice e deve rispettare diametro, profondità e inclinazione indicati dal produttore.
Prima di forare è opportuno accertarsi che nella parete non passino tubazioni, cavi elettrici o altri impianti.
Passaggio 3: Inserimento del manicotto e della griglia esterna
Questi elementi proteggono il foro e permettono il corretto passaggio dell’aria, evitando infiltrazioni, ingresso di insetti e contatto diretto con la muratura.
Passaggio 4: Ancoraggio del supporto a parete
Il fissaggio deve essere stabile e proporzionato al peso dell’apparecchio.
I tasselli vanno scelti in base al materiale della parete, perché un fissaggio adatto al mattone forato non è necessariamente corretto per cemento armato o cartongesso rinforzato.
Passaggio 5: Aggancio dell’unità e collegamento dello scarico condensa
Il tubo non deve essere schiacciato, strozzato o piegato in modo eccessivo, perché qualsiasi ostacolo può rallentare il deflusso dell’acqua.
Passaggio 6: Sigillatura del foro
Questa fase è importante per evitare passaggi d’aria, infiltrazioni d’acqua e dispersioni acustiche.
Passaggio 7: Primo avvio e test finale
Durante il test bisogna verificare che l’aria venga emessa correttamente, che non ci siano vibrazioni anomale, che la condensa venga scaricata nel modo previsto e che la zona attorno al foro resti asciutta.
Fai da te o installazione professionale? Un confronto onesto
Puoi valutare il fai da te se:
- Il climatizzatore è un modello monoblocco preassemblato che non richiede l’intervento di un tecnico certificato F-Gas per il collegamento del gas refrigerante
- La parete è in mattoni forati o facilmente lavorabile
- L’installazione è al piano terra o in posizione accessibile
- Hai già esperienza
Meglio un installatore professionista se:
- La parete è in cemento armato o cartongesso da rinforzare
- Il climatizzatore è idronico o richiede collegamenti ad acqua
- L’installazione è ai piani alti o su facciate difficili da raggiungere
- Servono carotatrici professionali o verifiche strutturali
Attenzione alla garanzia: alcuni produttori richiedono un’installazione eseguita da personale qualificato o certificato per mantenere valida la garanzia. Prima di procedere in autonomia è quindi importante controllare quanto indicato nel manuale del climatizzatore.
Installazione in condominio e centri storici: cosa devi sapere
Anche senza motore esterno, l’installazione deve rispettare norme nazionali, regolamenti condominiali ed eventuali vincoli comunali.
Il riferimento principale è l’articolo 1122 del Codice Civile, che vieta interventi in grado di compromettere sicurezza, stabilità o decoro architettonico dell’edificio.
Prima dell’installazione è quindi importante verificare che:
- Il regolamento condominiale consenta modifiche in facciata
- Griglie e fori rispettino il decoro dell’edificio
- Non esistano vincoli comunali o paesaggistici
- Eventuali lavori su parti comuni siano comunicati all’amministratore
Nei centri storici o sugli edifici vincolati possono essere richieste verifiche aggiuntive.
Soluzioni Desivero per il climatizzatore senza unità esterna
Nel catalogo Desivero trovi diverse soluzioni per climatizzare casa senza unità esterna visibile.
Tra le soluzioni più compatte troviamo Innova 2.0 10HP, un modello da 8000 BTU con pompa di calore pensato per chi cerca ingombri ridotti e un’integrazione discreta negli spazi domestici.
Per ambienti più piccoli come camere, studi o piccoli soggiorni, Olimpia Splendid Unico Air HP punta soprattutto su silenziosità, comfort acustico e semplicità di installazione. Inoltre, abbina una tecnologia più sostenibile, grazie ai gas a basso GWP rigenerati, a un’efficienza energetica fino alla classe A+ e a un design che si integra facilmente in diversi stili d’arredo.
Quando invece serve una maggiore capacità di raffrescamento e riscaldamento, Argoclima Apollo 12HP rappresenta una soluzione più adatta ad ambienti medio-grandi e a utilizzi più intensi durante tutto l’anno.
La scelta dipende da metratura, isolamento della casa, rumorosità desiderata e tipo di utilizzo durante l’anno.
Domande frequenti
Un climatizzatore senza unità esterna consuma di più?
Dipende dal modello e dalla classe energetica. Nei modelli più efficienti i consumi possono essere simili a quelli di molti split tradizionali.
Si può usare anche per riscaldare?
Sì, se il climatizzatore è dotato di pompa di calore.
Quanto spazio serve attorno al climatizzatore?
Serve rispettare le distanze minime indicate dal produttore per garantire corretto passaggio dell’aria e manutenzione.
I climatizzatori senza unità esterna hanno bisogno di manutenzione?
Sì. Filtri, griglie e scarico condensa devono essere controllati e puliti periodicamente.
Si può installare in camera da letto?
Sì, ma conviene scegliere modelli particolarmente silenziosi e dimensionati correttamente per la stanza.
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